Valnogaredo

La frazione di Valnogaredo appartiene al comune di Cinto Euganeo, in provincia di Padova e vi abitano circa 200 abitanti.
Abitato fin dalla preistoria, Cinto Euganeo fu inizialmente colonia romana: risale proprio a questo periodo l'acquedotto romano di Valnogaredo, tuttora in funzione. 
In epoca barbarica divenne una rocca fortificata, il cui castello rafforzato da Ezzelino, fu raso al suolo nel 1313, durante il 
conflitto tra Scaligeri e Carraresi.
Nel XVII secolo, sotto la dominazione veneziana, fu costruita la Villa Contarini a Valnogaredo, che un tempo ospitava ben 326 tele di eminenti artisti, in seguito alienate.
Fino al 1826 Cinto era annoverato nella diocesi veronese: degne di nota tra le chiese l'arcipretale dell'Assunta, con campanile Medioevo e chiesa tardo-rinascimentale del 1590 rimaneggiata a più riprese fino al 1776, e la parrocchiale di Valnogaredo, 
documentata dal 1297 ma ricostruita dai Contarini nel 1519 e poi ristrutturata in stile barocco nel 1758, dichiarata nel 1921 monumento nazionale per la pregevole architettura e per i tesori artistici che conserva al suo interno (ta i quali diversi affreschi di Jacopo Guarana del XVIII secolo e statue del 
Bonazza sulla facciata).
 
Luoghi d’interesse
 
Villa Contarini

Villa Contarini Piva ebbe il suo sviluppo nel XVIII secolo per volontà della nobile casata veneziana dei Contarini, che la modificarono a partire da una struttura preesistente. Nello stesso secolo furono chiamati i pittori Andrea Urbani e Jacopo Guarana, che ne decorarono gli interni.
Successivamente la villa passò ad altri proprietari e oggi è ancora privata e in buona conservazione.
Situata a pochi metri dalla chiesa parrocchiale nel cuore della frazione, sul dolce pendio dei colli, la villa si sviluppa in lunghezza, col la sua forma a L, dovuta all'adiacenza di due barchesse sul lato destro.
L'edificio è di tre piani, aperto ai primi due piani da monofore a tutto sesto, che centralmente al piano nobile si raggruppano a formare una trifora con balaustra.
Le barchesse sono tre (due adiacenti a destra e una autonoma a sinistra), caratterizzate, secondo la forma più diffusa, da arconi a tutto sesto sotto i quali si aveva accesso ai mezzi e a parte delle attività agricole.
Nel salone principale della villa sono conservate le scene dipinte dal Guarana, tra i suoi lavori più importanti fuori Venezia, a cui fanno da cornice gli interventi minori dell'Urbani.
Davanti alla villa si estende un giardino all'italiana, con vista sul paesaggio collinare e ancora per lo più agricolo delle aree circostanti.

 
Buso della Casara
 
A Valnogaredo è situata quest'antica sorgente, una sorta di acquedotto sotterraneo di epoca romana costituito da un sistema di grotte e cunicoli scavati nella roccia. Il flusso delle sorgenti di Faedo e di Valle S. Giorgio veniva così convogliato e diretto fino ad Atheste, l'odierna Este. Tale sistema di approvvigionamento idrico è tuttora in funzione, come da millenni, grazie a recenti interventi di restauro.
 
Chiesa di Valnogaredo
 
Costruita nel 1758, in stile barocco veneziano, al suo interno conserva famose tele ed affreschi di Jacopo Guarana.
 
Flora
 
Erbe selvatiche
 
Valnogaredo è un luogo molto noto tra la popolazione locale per la raccolta di erbe selvatiche.
Tipiche sono le "sparesine" (asparagi selvatici), i "scrissoi" (i carlettti), i "cassalieori", le "brignigoe", i "pissacan" (tarassaco), l'"ajo de bisso" (aglio selvatico).
E ancora la rucola selvatica, l'erba cipollina e il finocchietto selvatico.
 
Fiori
 
Tutti i fiori di campo nascono spontaneamente (non sono trattati chimicamente!) e sono tipici del pascolo ("vegro").
È facile trovare i gladioli selvatici, i garofanini, le ginestre, i piselli selvatici, la rosa canina, i cui frutti (cinorrodonti) hanno proprietà astringenti (in dialetto vengono detti "stropacui") e sono ricchissimi di vitamina C.
 
Alberi da frutto
 
Tantissimi sono i mandorli secolari ("mandolari")  che colorano la valle in primavera, gli ulivi ("olivari"), i fichi ("figari"), i ciliegi ("saresari"), i gelsi a bacca bianca ("morari"), gli alberi che producono le mirabelle ("amoi"), e le giuggiole ("zizoari").
 
Fauna
 
Nella proprietà numerose sono le lepri e gli uccelli (pettirossi, upupe, merli, cuculi, rondini, fagiani, corvi).
È possibile ammirare il volo di falchi e poiane, e apprezzare i colori intensi di ramarri, rane, farfalle e mantidi religiose.
Ogni tanto si può incontrare qualche “scarbonasso”, un innocuo serpentello e qualche cinghiale meno innocuo per l’attività agricola.